admin, 3 novembre 2014

Anche negli Stati Uniti cresce l’insoddisfazione verso gli uscenti

In Italia dal 1994 ad oggi non ha mai vinto un candidato uscente (o espressione della maggioranza uscente). Una ricerca del Pew Institute evidenzia come questo “anti incumbent sentiment” sia in realtà in costante crescita negli ultimi anni:

1) il 68% degli elettori registrati dichiara che non vuole vedere rieletta la maggior parte dei membri della Camera e circa il 35% non vuole vedere rieletto il parlamentare del proprio collegio;

2) il 32% degli elettori voterà contro Obama e solamente il 20% a favore

3) solo il 21% degli elettori ritiene che l’economia sia in buono od ottimo stato

4) solo il 27% degli americani ritiene che l’economia è destinata a migliore nel corso di un anno.

Con questi dati si preannuncia una dura sconfitta per Obama e i Democratici

Leggi la ricerca completa


 

 

 

 

 

 

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admin, 4 settembre 2014

Una nuova occasione per la consulenza politica in Italia?

In Italia si è incominciato a parlare di marketing politico e di consulenza politica con l’ingresso in politica di Silvio Berlusconi che ha portato all’adozione di tecniche e di strumenti tipici del marketing e delle campagne elettorali statunitensi: dall’uso estensivo dei sondaggi per segmentare l’elettorato e influire sul clima di opinione, all’uso degli spot televisivi e di campagne di comunicazione politica anche lontano dagli appuntamenti elettorali. Il nostro Paese è entrato così direttamente in quella che è possibile definire come la terza era della consulenza politica senza però dar vita ad un vero e proprio mercato come quello che caratterizza i paesi anglosassoni. Nel frattempo negli Stati Uniti le nuove possibilità offerte dagli strumenti digitali, e di conseguenza la necessità di nuove competenze, stanno causando una rivoluzione nella comunicazione politica della portata di quella introdotta dalla televisione nella seconda metà del secolo scorso. Il gap tecnologico della politica italiana può rappresentare un’occasione per l’affermazione di una nuova generazione di consulenti e la nascita di un mercato della consulenza?

Sull’ultimo numero di Mediascape Journal dedicato alla comunicazione politica, un paper di Marco Cacciotto su presente e futuro possible della consulenza politica in Italia.

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admin, 11 luglio 2014

Generazioni e comportamento politico

Come data di nascita (ed esperienze fatte tra i 14 e i 24 anni) influenzano il comportamento politico.
How birth year influences political views (people’s political views are particularly shaped by events they experience between 14 and 24).

A new model  of presidential voting suggests President Obama’s approval rating — currently in the low 40s — will inform not only the 2016 election, but also the election in 2076. The model, by researchers at Catalist, the Democratic data firm, and Columbia University, uses hundreds of thousands of survey responses and new statistical software to estimate how people’s preferences change at different stages of their lives.

The model assumes generations of voters choose their team, Democrats or Republicans, based on their cumulative life experience — a “running tally” of events. By using Gallup’s presidential approval rating as a proxy for those events, Yair Ghitza, chief scientist at Catalist, and Andrew Gelman, a political scientist and statistician at Columbia University, were able to estimate when political preferences are formed.

Leggi l’articolo /Read the article on New York Times

Scarica lo studio: cohort_voting_20140707

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admin, 7 maggio 2014

Come cambia la comunicazione del PD

Le elezioni del 2013 hanno visto una mobilità elettorale sconosciuta nelle precedenti elezioni con il 40% degli elettori che ha cambiato voto rispetto alle politiche precedenti. Naturalmente si tratta di un dato che risente della presenza di un nuovo partito, Il Movimento 5 Stelle, che, alla sua prima prova nazionale, ha raggiunto il 25,5 per cento. Tuttavia ancora una volta sull’esito finale ha inciso più la capacità di mobilitazione che la capacità di convincere gli elettori indecisi. Questo sarà ancora più importante in uno scenario come quello attuale caratterizzato da una sfida tra tre partiti (e leader) principali e da una elevata propensione all’astensione.
La comunicazione del Partito democratico guidato da Renzi sta evidenziando un cambio di approccio rispetto alla campagna di poco più di un anno fa quando alla guida c’era Bersani: attenzione agli slogan e ai messaggi con l’obiettivo di dettare l’agenda politica invece di subirla, velocità nel rispondere agli attacchi, prevalenza dei messaggi di mobilitazione. Elementi tutti presenti nell’intervento che il primo ministro in carica ha fatto nella direzione del suo partito lunedì.

Gli elettori persuadibili di norma votano e sono indecisi, gli elettori mobilitabili sono invece disposti a votare un partito/candidato, ma probabilmente non voterebbero senza essere motivati a farlo. Nelle campagne di persuasione il messaggio riguarda il candidato o il partito, nelle campagne di mobilitazione il messaggio riguarda lo stesso elettore che si cerca di convincere. Per convincere gli elettori mobilitabili bisogna puntare su un messaggio che evidenzi l’importanza della loro partecipazione al voto. Si può puntare ad esempio sul fatto che il voto è decisivo per il risultato finale (“il tuo voto conta, la gara è aperta”), sull’ispirazione (“un futuro migliore”), su un investimento emozionale nella vittoria attraverso una contrapposizione “noi contro di loro” (la scelta di campo).

Leggi tutto su IlSole 24ore.com

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admin, 18 febbraio 2013

Dieci regole per Twitter

Istruzioni per l’uso. Ecco dieci regole per una comunicazione politica efficace su Twitter
1 Scegli bene il nome del tuo account, presta attenzione a immagine e descrizione del tuo profilo (saranno la prima impressione)
2 Prima di cominciare a twittare poniti un obiettivo concreto e stabilisci dei criteri di misurazione
3 Twitter è un dialogo non un monologo: invita all’interazione, rispondi alle domande e fai retweet
4 Cerca di essere proattivo, non attendere passivamente: raggiungi nuovi potenziali follower con una menzione o una domanda diretta usando @user
5 Twitter non è un concorso di popolarità: puoi avere decine di migliaia di follower, ma se segui solo 30 persone (e magari solo politici) verrai percepito come autoreferenziale
6 Sii te stesso: puoi far conoscere aspetti privati e umani della tua personalità, ma ricorda sempre di essere coerente con ruolo, immagine pubblica e stile complessivo della comunicazione
7 Usa immagini e senso dell’umorismo per dare forza ai tuoi tweet
8 Hai 120 caratteri al massimo non 140 (così permetterai alle persone di aggiungere un commento ai tuoi tweet)
9 Scegli il momento giusto per i tuoi tweet (non tutti gli orari hanno lo stesso pubblico, studia il momento migliore)
10 Attento a ciò che scrivi e alle tue risposte (mai di impulso): potenzialmente chiunque può leggerle (inclusi i giornalisti)

a cura di Marco Cacciotto

Tratto da Il Sole 24 ore del 17 febbraio 2013

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