admin, 12 novembre 2016

Big Data e Small Data

Nel prevedere l’esito delle elezioni statunitensi i sondaggi hanno sbagliato, ma meno di quanto è stato sostenuto a caldo. Alla fine Hillary Clinton ha prevalso nel voto popolare e il margine di errore dei sondaggi nazionali è stato inferiore a quattro anni fa (ma in quel caso Obama vinse). La vera debacle è stata quella della miriade di esperimenti predittivi (basati su algoritmi, medie dei sondaggi, analisi big data) nati sull’onda del successo di Nate Silver nel 2012.
I sondaggi non dovrebbero servire a dire “chi vince” (funzione oracolo), ma a dire “come vincere” (funzione strategica). Così, occupandosi di modificare il colore degli stati nelle cartine, ci si è dimenticati di analizzare in profondità altri “stati”, vale a dire gli stati d’animo dell’elettorato. Eppure che la “pancia” dell’elettorato fosse in ebollizione era evidente e sicuramente a conoscenza del quartier generale democratico, ma la candidata non è stata in grado di parlare a quelle persone e ha prevalso la voglia di cambiamento, la voglia di far pulizia a Washington che periodicamente ritorna nella storia americana. Servivano strumenti qualitativi e non solamente quantitativi.
I big data stanno cambiando le campagne elettorali ed anche la comunicazione delle aziende, ma non possono sostituire intuito e capacità di analisi qualitativa: segnali deboli e small data sono altrettanto importanti. Questa, dal lato della comunicazione e del marketing, potrebbe essere la vera lezione delle elezioni statunitensi.
Cosa ne pensate?

admin, 21 giugno 2016

La strategia fa la differenza

Non ci uniremo al coro di analisi sul voto che faremo solo a porte chiuse per i nostri clienti. Vogliamo però fare una piccola deroga alla nostra tradizionale riservatezza. Il PD ha perso voti in praticamente tutti i comuni capoluogo, ma ha sostanzialmente tenuto a Milano (28,9% nel 2011, 28,6% nel 2016) ed è stato protagonista della mobilitazione che tra il primo e secondo turno ha assicurato la vittoria a Beppe Sala. Questo grazie ad una squadra composta da tanti giovani (guidata da un giovane segretario) che ha lavorato bene e che meriterebbe più riconoscimenti per il lavoro svolto. Public ha contribuito alla creazione della strategia e ha realizzato, insieme ad Anyway, la campagna del PD “ti ricordi com’era”.

admin, 12 febbraio 2016

Public in Ucraina

Oggi, Marco Cacciotto ha tenuto una lezione sul political branding al Master in Political Management a Kyiv in Ucraina. Abbiamo raccontato il nostro approccio per sviluppare e mantenere brand politici in modo efficace.

 

 

admin, 3 febbraio 2016

La politica data driven

La politica data driven sta diventando argomento “caldo” anche da noi. Ma cosa è applicabile delle campagne elettorali da noi?
Non basta un software se non si adotta anche un approccio complessivo dal punto organizzativo. Last but not least, le regole sulla privacy, che richiedono un diverso modo di segmentare l’elettorato, e le differenze culturali (allo politics is local). In un interessante articolo di Guido Romeo anche Marco Cacciotto interviene sullo stato dell’arto e sul futuro nel nostro paese delle campagne data driven.

Leggi articolo

 

 

admin, 11 gennaio 2016

La Casa Bianca “sbarca” su Snapchat

Nel 2015, Obama è stato il primo presidente in carica ad avere un Twitter feed ed una pagina Facebook. Ora aggiunge Snapchat.

BuzzFeed ha annunciato che, in tempo per il discorso sullo stato dell’Unione, la Casa Bianca avrà, infatti, il suo account su Snapchat. Lo user name sarà “WhiteHouse”

Per saperne di più leggi qui

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